Sirene 9 - Approfondimento
febbraio 2017

IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE

Abbiamo fatto una breve intervista alle 2 Aziende con le quali siamo riusciti ad attivare 3 tirocini di formazione retribuiti grazie ad un bando della Regione Toscana.

Marco e Paola: Siamo un azienda giovane, produciamo articoli per la casa in materiale plastico, molto particolari perché, sfruttando modelli antichi e forme classiche, riusciamo a coniugarli con un materiale innovativo, l’acrilico. Infatti i nostri prodotti sono in cristallo sintetico. È plastica, ma vengono prodotti articoli di alto livello, di design, sono molto alla moda
Paola: È la Prima volta che ospitiamo un tirocinio di formazione per una persona in categoria protetta e siamo molto contenti. Siamo felici di collaborare. Speriamo di aiutare questi ragazzi nell’inserimento in magazzino. Credo che stia facendo bene anche a noi un’esperienza così. Quando siamo presi dal troppo lavoro tralasciamo i rapporti umani tra le persone, si diventa un po’ troppo cibernetici. E invece quando poi ti trovi davanti a persone che hanno delle difficoltà nello svolgere compiti che per noi sono cose normali, ti fanno pensare e si ritorna ad essere un pochino più umani.
Uno degli obiettivi di Progetto Itaca è quello di combattere lo Stigma, ovvero quel pregiudizio che c’è intorno alle persone che soffrono di un disagio psichico. L’idea che avevate prima di attivare il tirocinio era diversa rispetto a come sta andando?
Marco: Onestamente non lo so, perché non mi ero mai creato il problema. Tutto il resto è secondario, per me sono due dipendenti come gli altri.
Paola : No, devo dire che noi non abbiamo avuto pregiudizi. Effettivamente le malattie mentali fanno un po’ più paura, o comunque sono meno capite rispetto ad un’altra malattia, però anche qui, in passato, ci sono stati casi di persone che hanno avuto dei periodi di depressione, e credo che si possano capire di più determinate situazioni.
I due tirocinanti possono essere una risorsa reale per la MarioLuca Giusti?
Marco: Certo, sicuramente. Alessio e Guido, sono due bravi ragazzi e con un po’ di tempo e un po’ di tirocinio possono fare gli stessi lavori delle altre persone che abbiamo già qui in magazzino!
Paola: Si certo. Come dicevo prima anche noi siamo tutti più chiamati ad essere un po’ più umani, nel senso di tralasciare quello che è sempre e solo il lavoro e cercare di stringere un rapporto tra persona e persona, e non tanto solo tra collega di lavoro e collega di lavoro. Anche se devo dire che la nostra azienda è ad un livello familiare, quindi spero che questi ragazzi si trovino bene!
Quindi è un’esperienza che voi rifareste?
Marco e Paola: Volentieri!
Intervista a Chiara, titolare dell’ Hotel San Giorgio
Chiara: E’ un albergo e si chiama Hotel San Giorgio. Si tratta di una società che nasce dal 1945, siamo alla 4° generazione. Diciamo che è una via di mezzo tra una conduzione familiare e una s.r.l.. La qualità e il servizio verso il cliente sono sempre state le priorità. Siamo proprietari di due alberghi. Uno è l’hotel San Giorgio, l’altro è l’hotel Rex.
E’ la Prima volta che ospitate un tirocinio di formazione per una persona in categoria protetta?
Chiara: No, abbiamo aderito a quest’iniziativa un paio di anni fa. Avevamo ospitato ragazzi con i sostegni e grazie anche alla nostra tutor Agata, alcuni erano riusciti a uscire dal proprio guscio, altri anche a trovarsi delle professioni. Quando la Regione Toscana, chiese quali erano le strutture o gli alberghi più adatti per aderire a questi progetti, fu fatto il nostro nome e quindi vennero dei ragazzi che hanno fatto questo percorso da noi per due o tre mesi. Finito il percorso questi ragazzi hanno trovato lavori fissi, a tempo indeterminato in altre strutture alberghiere.
Come sta andando questo tirocinio dal tuo punto di vista?
Chiara: Per quanto riguarda il discorso la Socia di Club Itaca Sara sta andando molto bene. Si è ambientata, ha fatto amicizia, ha un ottimo rapporto con il personale e con la proprietà. È una bellissima esperienza, ma siamo all’inizio quindi con tutte le difficoltà che ci possono essere per memorizzare la distribuzione dei lavori. D’altra parte Sara ha iniziato in un periodo di altissima stagione, festività di fine anno, quindi si è dovuto anche adattare al tempo che la tutor poteva dedicarle. Lei ha reagito benissimo e ha lavorato, si è stancata e nel momento in cui la vedevamo stanca le abbiamo detto che è una cosa normale e che si poteva prendere la sua pausa. Mi sembra che sia soddisfatta e contenta, c’è ampia disponibilità da parte di tutti e allo stesso tempo le ho detto che lei è qua per imparare la professione. Questo non è un gioco, qui non si viene a perdere tempo, a scaldare una sedia, a fare quei tirocini in cui i ragazzi sono messi a fare lavori ripetitivi dove loro non esprimono le loro capacità. Siccome Sara è una persona con tante capacità, va anche stimolata. Può succedere che un giorno ho più tempo a disposizione e allora mi metto a spiegarle le cose per bene e in dettaglio, mentre altre volte può scappare una risposta un po’ secca, ma fa parte del lavoro, noi non siamo amiche quando si lavora. Io sono la manager, come lo dico a te lo dico agli altri, sul lavoro ci sono delle regole da rispettare.
Uno degli obiettivi di Progetto Itaca è quello di combattere lo Stigma, ovvero quel pregiudizio che c’è intorno alle persone che soffrono di un disagio psichico. L’idea che avevate prima di attivare il tirocinio era diversa rispetto a come sta andando?
Chiara: Io conosco Sara, so che frequenta Club Itaca ma per me come per i colleghi non c’è assolutamente differenza. I colleghi sanno che lei ha maggiori difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, ma non la trattano diversamente né hanno delle paure ad interagire con lei. Qui siamo tutti uguali e Sara ha tante capacità, più di tanti altri, e per questo può essere una risorsa concreta per l’azienda.